Cerca

Arte binaria – visita guidata

Torino, Via sestriere 34 dal 07/09/2023 fino al 09/09/2023 ( Gratis )

Attenzione! Evento terminato!


Aspettando Artivisti, il progetto “Diritti all’Arte. Diventa un artivista” che vedrà la sua conclusione ad ottobre, Binaria in collaborazione con l’associazione Ponte per l’arte, saluta la mostra



ROBERTINO RADOVIX
NEL CUORE DEL WAKHAN, LE BELLEZZE DELL’AFGHANISTAN
A cura di Elena Radovix
in collaborazione con l’Associazione Ponte per l’Arte



Visita guidata: sabato 9 settembre ore 17:30
alla presenza del fotografo
presso BINARIA Centro Commensale via Sestriere 34, Torino



Da un avventuroso e impegnativo viaggio nel corridoio del Wakhan, compiuto nel 2019, nascono gli scatti del fotografo Robertino Radovix. Immagini di grande impatto emotivo e artistico, ma anche di enorme interesse culturale e antropologico. La selezione proposta in questa mostra a Binaria narra gli aspetti della vita, i costumi e i luoghi in cui da 2.500 anni vivono due minoranze etniche, i Wakhi e i Kirghisi, e conduce lo spettatore alla scoperta di un mondo di colori, di sguardi e di empatica bellezza.

Quasi tutto il territorio del Wakhan supera i 3.000 m. di altitudine e si incunea tra il Tagikistan, il Pakistan e la Cina. È una sottile e aspra lingua di terra, lungo l’antica Via della seta,tra le steppe e le pietraie della catena montuosa del Pamir, le cui cime superano i 7.000 metri. Un luogo ricco di
storia, un impervio crocevia culturale e commerciale tra Oriente e Occidente che oggi rischia di scomparire. Una documentazione fotografica, quella di Radovix, ormai rara, data l’attuale inaccessibilità di quest’area, con immagini che testimoniano la bellezza e la ricchezza umana di
popolazioni la cui antica esistenza si confronta oggi con uno scacchiere geopolitico ostile.



ARTE BINARIA – Robertino Radovix
Robertino Radovix compie da anni viaggi in aree remote del pianeta con al collo la sua attrezzatura fotografica per catturare, prima che sia troppo tardi, frammenti di vita di minoranze etniche a rischio di estinzione, per immortalare verità che fanno riflettere. Una ricerca, la sua, che si colloca
tra il reportage e la fotografia antropologica, ma che di fatto è espressione artistica, raffinata e sensibile. La sua narrazione è nelle inquadrature, rispettose dell’identità, dei rapporti formali e della composizione cromatica, sempre pronte a cogliere l’intensità e la bellezza di occhi che si
spalancano stupiti, profondi e disillusi sul mondo che hanno davanti e che forse stentano a riconoscere; a incorniciare di luce la pacatezza e la grazia dei loro sorrisi; a non commettere l’errore di un giudizio. Ed è proprio la luce il registro dello stile personale del fotografo, per cui
l’illuminazione naturale restituisce agli scatti uno spazio e un’atmosfera da cui i soggetti emergono, anzi sbocciano come fiori. I loro corpi affiorano dalla penombra con linee morbide, gli sguardi sono intensi e i vivaci colori degli abiti accendono i loro volti segnati dal sole, solcati dalle
rughe di una vita faticosa, vissuta tutta nel rispetto dei ritmi della natura e in una dignitosa semplicità. Gli sguardi timidi dei bambini, pochissimi dei quali sanno leggere e scrivere, hanno tratti somatici che rivelano le loro remote radici, iraniane e mongole, con occhi incredibilmente
verdi o di un nero profondo. Uomini, donne e bambini si espongono agli occhi del fotografo fiduciosi ed accoglienti, avviluppati nei loro coloratissimi tessuti impreziositi da file di perline sapientemente intrecciate, da corone di bottoni e da lunghi foulard annodati o appuntati con
semplici spille da balia.Gli scatti immortalano i carovanieri Kirghisi, tra i bivacchi dei loro accampamenti di yurte nell’immensità delle notti stellate. Alcune immagini mostrano i Wakhi nelle loro semplici abitazioni di fango e paglia essiccati al sole, intenti a cucinare attorno al focolare, a lavorare, a
fumare oppio o mentre riposano, sfiorati dalla luce fioca che penetra dall’unico lucernario al centro del tetto. Ai margini dei piccoli e precari villaggi, le donne mungono e i piccoli accudiscono gli animali (capre, pecore nane, yak). I panni lavati nel fiume nei brevi mesi estivi sono stesi
sull’erba sotto un cielo terso e tappezzano come arazzi piccoli lembi di terra.
È un mondo fatto di poche cose materiali, essenziali e funzionali alla quotidianità, ma nel quale la solidarietà generazionale, la comunione con la natura e l’ostinata lotta con la vita sono le vere ricchezze su cui poter contare.








ARTE BINARIA – Robertino Radovix è un progetto gratuito con prenotazione scrivendo a binaria@gruppoabele.org oppure su whatsapp.



Mappa e posizione dell'evento

Come contattare Binaria centro commensale

Chiedi info via email a Binaria centro commensale

Campi obbligatori *