Milano
Piazza compasso d'oro 1 20154 milano
Designland – nuovi linguaggi
Milano, Piazza compasso d'oro 1 20154 milano il 25/04/2026 ( Gratis )
DESIGNLAND – NUOVI LINGUAGGI
25 aprile 2026, h. 15:30
ADI Design Museum, Milano
Piazza Compasso d'Oro 1 20154 Milano
Nuovi linguaggi del design e della comunicazione raccontano territori, prodotti e imprese. Tra packaging, capsule collection e podcast, il design diventa narrazione, emozione e cultura, creando connessioni uniche con il pubblico.
Sabato 25 aprile 2026 alle ore 15:30, durante la Milano Design Week, l’ADI Design Museum di Milano ospiterà il talk “DESIGNLAND – NUOVI LINGUAGGI”, organizzato da ADI Sicilia e moderato da Annalisa Spadola, Presidente ADI Sicilia, e Vincenzo Castellana, Coordinatore Scientifico ADI Sicilia e dal discussant Luigi Patitucci.
L’incontro nasce all’interno di una riflessione più ampia sul tema dei “nuovi linguaggi” nel design contemporaneo, assumendo come punto di osservazione privilegiato la Sicilia: un territorio che, per sua natura storica e culturale, ha spesso interpretato e, talvolta anticipato, i cambiamenti dei codici espressivi. Dalla stagione del Liberty fino alle trasformazioni più recenti legate al rapporto tra artigianato, industria e tecnologia, la Sicilia si configura come un laboratorio vivo in cui tradizione e contemporaneità dialogano costantemente.
In questo scenario, il concetto stesso di “nuovi linguaggi” si rivela come un ossimoro fertile: il linguaggio è infatti uno, ed è quello della complessità. Non qualcosa di statico, ma un sistema in continua evoluzione, capace di intercettare trasformazioni in atto che diventeranno codici consolidati nel tempo. Il design, in questo senso, si configura come strumento di lettura e interpretazione dei cambiamenti, soprattutto in relazione ai sistemi produttivi e culturali.
Particolare attenzione sarà dedicata al ruolo dell’artigianato, che in un’epoca di trasformazioni tecnologiche profonde dimostra una sorprendente capacità di resilienza e rinnovamento. In Sicilia, questo processo ha contribuito negli ultimi vent’anni alla costruzione di una precisa identità del design, fondata sul valore del “fatto a mano” e su una rilettura contemporanea dei saperi tradizionali.
Il talk si arricchisce della presenza di ospiti che, per percorso e visione, offrono uno sguardo esterno ma profondamente connesso alla Sicilia. Le loro esperienze rappresentano punti di intersezione tra territori, formazione, ricerca e divulgazione.
Tra questi, Francesco Scullica, di origine messinese, oggi coordinatore del corso di Architettura degli Interni al Politecnico di Milano e direttore del Master in Interior Design al Poli-Design di Milano. Il suo percorso testimonia un dialogo costante tra radici e visione internazionale: la sua presenza è fondamentale per raccontare come la formazione e la ricerca possano interpretare i cambiamenti del design mantenendo un legame vivo con il territorio d’origine.
Accanto a lui, Marinella Ferrara, proveniente dalla scuola palermitana e oggi docente associata alla Scuola del Design del Politecnico di Milano. Il suo percorso accademico e di ricerca che include la collaborazione con Vanni Pasca e la fondazione della rivista PAD è stato, fin dall’inizio, profondamente intrecciato con la Sicilia. La sua partecipazione porta uno sguardo critico e teorico sui linguaggi del design, con particolare attenzione alla loro evoluzione culturale e sistemica.
Completa questo sguardo Giorgio Tartaro, giornalista, autore e divulgatore, da sempre attento osservatore del design italiano. Nel corso della sua carriera ha raccontato e valorizzato progettisti e realtà siciliane, svolgendo un ruolo importante di scouting e narrazione. Il suo contributo sarà quello di restituire una visione trasversale, capace di collegare progetto, comunicazione e media.
Insieme a loro interverranno: Luciano Galimberti, Presidente ADI; Giuseppe Mendolia Calella, CEO di Balloon Project, ed Elisa Garosi, co-autrice del podcast Filo Refe dedicato al design del libro e al mondo dell’editoria, mette in luce il valore delle relazioni e della ricerca nel design, che si sviluppa attraverso manualità, artigianalità ed esperienza diretta, così come attraverso l’esplorazione dei materiali e delle forme del libro: elementi imprescindibili per restituire autenticità e significato ai processi creativi. In un contesto in cui scrittura e immagine rischiano di omologarsi e ridursi a puro esercizio di stile, la presenza umana e uno sguardo soggettivo possono invece diventare strumenti di approfondimento, confronto e condivisione. Gabriele Di Stefano, terza generazione Di Stefano Dolciaria, e Luca Hugo Brucculeri, designer della Capsule Collection 2026 parleranno della Sicilia da due punti di vista differenti, ovvero, da quello di chi ha scelto di restare e da quello di chi ha scelto di andare via. Entrambi sono accomunati dall’importanza che riconoscono al give back, al restituire qualcosa a un territorio così stimolante e in continua evoluzione. Le linee d’arte della Di Stefano Dolciaria parlano proprio di questo: vogliono essere dei racconti visivi di una Sicilia contemporanea, attiva, propositiva che riconosce al cambiamento una forza talmente forte da far credere che la “restanza” oggi possa essere davvero una possibilità.
“Designland – Nuovi linguaggi” offrirà così un momento di confronto aperto e multidisciplinare, volto a esplorare come territori, prodotti, formazione e imprese possano essere raccontati attraverso il design e la comunicazione.
Dal packaging alle capsule collection, dai podcast alle narrazioni immersive, ogni strumento diventa un dispositivo narrativo capace di generare connessioni emotive e culturali. In questa prospettiva, il design non è solo forma o funzione, ma un sistema complesso che attraversa la catena del valore: dal progetto al racconto, dai beni culturali materiali e immateriali fino all’identità stessa dei territori.
Il talk invita quindi a riflettere su come il design possa interpretare e, in alcuni casi anticipare, le trasformazioni contemporanee, interrogandosi sul valore delle storie che scegliamo di raccontare e sul ruolo della creatività nel costruire nuovi immaginari condivisi.
