Padova
Piazza antenore 3
Fabiola cenci - le stanze dell'io. corpi abitati e spazi interiori
Padova, Piazza antenore 3 dal 9/05/2026 fino al 28/06/2026 ( Gratis )
“Le stanze dell’Io. Corpi abitati e spazi interiori” - Mostra personale dell’artista Fabiola Cenci
A cura di Marina Sonzini, con note critiche di Dalila Segoni e testi poetici di Emanuele Marsigliotti
Palazzo Santo Stefano, Piazza Antenore 3 – PADOVA
Dal 9 maggio al 28 giugno 2026, ogni VEN-SAB-DOM orario 10,30-13 e 15-19.
Apertura straordinaria festiva il 2 giugno. Ingresso libero, visite guidate dalla curatrice.
Fino al 28 giugno 2026 a Palazzo Santo Stefano, sede della Provincia di Padova (piazza Antenore 3, Padova), la mostra “Le stanze dell'Io - Corpi abitati e spazi interiori”, personale di Fabiola Cenci curata da Marina Sonzini, esplora il concetto del corpo come metafora dell’abitare. Il percorso espositivo propone un'indagine profonda sul rapporto tra identità fisica e luoghi mentali, intesi come contenitori di memoria e frammenti di vissuto.
Percorso Espositivo e Tecniche Sperimentali
La mostra si articola attraverso una produzione eterogenea che testimonia la versatilità tecnica dell'artista:
• Pittura con pigmenti Naturali: grandi tele realizzate con materiali primigeni come erbe essiccate, polvere di mattoni e foglia oro.
• Incisione: 30 incisioni monotipo (1/1) realizzate con lastre di cartone e plexiglass • Installazioni: Quattro installazioni di grandi dimensioni svettano e collegano idealmente cielo e terra, vita quotidiana, ricerca spirituale, l’individuo e il Tutto.
• borse e libri d'artista trasformano l'oggetto quotidiano in custode di narrazioni interiori.
Il Concetto di "Stanza"
Dalla dimensione protetta del grembo materno agli spazi dell'infanzia, della fede e della solitudine, a quelli dell’incontro con l’altro, alla riflessione sulla rinascita interiore, ogni opera invita a un "passaggio attraverso" le stratificazioni dell'esistenza.
L'Indagine Filologica
L'opera della Cenci, influenzata dai suoi studi sulle fiabe, riattualizza rituali antichi attraverso gesti decisi e coscienti. La pelle e i muri diventano superfici omologhe: mappe segnate da crepe dove la luce si insinua per rivelare l'alfabeto magico del vissuto. La tecnica incisoria, in particolare, assume un valore filosofico: scavare la lastra diventa l'atto di decostruire il superfluo per arrivare all'unicità della memoria e per creare lo spazio per nuovi inizi. Le tele si aprono come territori emotivi, che raccontano un’identità in continua trasformazione. Le incisioni sono muri graffiati dal tempo, ferite o porte socchiuse, muri scrostati, ricordi che parlano.
Con questa mostra, la Provincia di Padova conferma la volontà di ospitare eventi di altissimo profilo intellettuale in uno dei suoi palazzi più prestigiosi. Fabiola Cenci presenta un'anteprima assoluta che non è solo di straordinaria levatura estetica, ma un'autentica analisi antropologica dello spazio. Il suo lavoro sulla memoria dei luoghi si sposa mirabilmente con l'identità di Palazzo Santo Stefano, un Museo ricco di storia e di vissuto. Sostenere un'artista di tale caratura contribuisce a valorizzare, da parte delle istituzioni, il ruolo della cultura e dell’Arte come strumento di introspezione e di comprensione delle dinamiche umane contemporanee.
Diplomata alle Belle Arti di Roma col massimo dei voti, maestra di incisione, Fabiola Cenci vive e ha il suo studio a Sant’Oreste, sul Monte Soratte,nel Lazio. Ha un vasto curriculum espositivo in Italia e in Europa, e associa la padronanza di molte tecniche e forme espressive ad una ricerca profonda sui contenuti.
