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Capalbio
Piazza della provvidenza, 10

Orizzonti - mostra di matteo ferri e pierluigi isola

Capalbio, Piazza della provvidenza, 10 dal 04/07/2026 fino al 23/08/2026 ( Gratis )

L'Associazione Il Frantoio di Capalbio è lieta di presentare Orizzonti, progetto espositivo a cura di Davide Sarchioni, realizzato con il patrocinio del Comune di Capalbio e della Fondazione Capalbio, che inaugura sabato 4 luglio alle ore 19.00.
Il progetto riunisce le mostre personali di Marco Ferri - Dal canto suo e di Pierluigi Isola - Meridiano del silenzio, mettendo in dialogo due ricerche distinte che, pur sviluppandosi attraverso linguaggi e sensibilità differenti, condividono una comune riflessione sulla pittura e sul tempo, sulla memoria e l'esperienza dello sguardo, oltre che un'affinità biografica con la Maremma, la sua storia e i suoi paesaggi.
L'orizzonte è ciò che delimita il visibile e, allo stesso tempo, ciò che invita lo sguardo a spingersi oltre. L'orizzonte è innanzitutto una figura della visione: la linea che definisce il limite del nostro sguardo e, allo stesso tempo, lo proietta oltre ciò che è immediatamente visibile. È una presenza fisica nel paesaggio, ma anche una dimensione mentale e interiore; un luogo di attraversamento tra esperienza e immaginazione, memoria e percezione, realtà e desiderio. In questa prospettiva, le opere di Marco Ferri e Pierluigi Isola delineano due differenti modalità di abitare lo sguardo e di interrogare il rapporto tra uomo e mondo, tra esperienza e rappresentazione, tra realtà e trasfigurazione, tra tempo naturale e tempo interiore. Due orizzonti distinti che procedono lungo traiettorie poetiche autonome, ma complementari: quella stratificata, materica e processuale di Marco Ferri e quella luministica, analitica e profondamente osservativa di Pierluigi Isola.

Dal canto suo, di Marco Ferri, presenta diversi nuclei di opere che approfondiscono la natura processuale del suo lavoro e la costante oscillazione tra pittura e scultura. Il titolo allude a una dimensione intima e originaria del fare artistico, un richiamo al "canto" come origine dell'ispirazione, della poesia e dell'immagine da cui prende avvio una riflessione sulla pittura intesa come pratica di conoscenza.
La sua casa-studio a Tarquinia costituisce il luogo generativo della sua ricerca, uno spazio in cui esperienza quotidiana e lavoro artistico coincidono. Oggetti, superfici e materiali attraversati dal tempo alimentano un processo di continua sedimentazione, nel quale memoria, materia e immagine si stratificano attraverso segni, abrasioni e alterazioni che convivono in un continuo processo di accumulo e sottrazione.
I suoi dipinti-oggetto, dalle forme tridimensionali e poliedriche, abitano uno spazio intermedio tra pittura e scultura, trasformando la superficie in un organismo complesso, aperto e mutevole. Nel confronto con il paesaggio affiorano memorie del viaggio e della tradizione del Grand Tour, mentre riferimenti alla grande pittura europea – da Corot a Constable – vengono assimilati come strumenti attraverso cui interrogare la natura stessa dell'immagine pittorica. Il paesaggio diventa così un luogo della memoria, una costruzione mentale in continua ridefinizione.
Anche l'esperienza della ceramica, maturata negli anni giovanili presso il laboratorio Etrusco Ludens diretto da Sebastian Matta a Tarquinia, continua ad attraversare il suo lavoro, alimentando una pratica sospesa tra costruzione e sottrazione, bidimensionalità e volume, equilibrio e instabilità. Le opere sembrano prendere forma secondo una logica di assemblaggio aperta all'imprevisto, nella quale il tempo agisce simultaneamente come forza generativa ed erosiva, trasformando la materia nel luogo in cui memoria e immagine continuano a ridefinirsi reciprocamente.

Meridiano del silenzio riunisce una selezione di dipinti su tela, su tavola e su carta di Pierluigi Isola che documentano alcuni degli esiti più significativi della sua ricerca, includendo anche opere recentemente presentate nella grande mostra In Umbra et Luce, ospitata al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Nel titolo, il meridiano è insieme una coordinata geografica e una misura della luce, una linea invisibile che orienta lo spazio e scandisce il tempo attraverso il movimento del sole. Il silenzio è invece la condizione della contemplazione, quella sospensione dello sguardo che permette al paesaggio di rivelarsi oltre la sua semplice apparenza.
La pittura di Isola nasce dall'osservazione diretta della natura e del paesaggio, sviluppando un dialogo intenso tra la grande tradizione della pittura italiana e una sensibilità pienamente contemporanea. La luce modella le forme rivelandone la durata, la memoria e quella dimensione sospesa che sfugge a uno sguardo puramente mimetico. Precisione del dettaglio e intensità emotiva convivono così in un equilibrio sottile, restituendo una pittura nella quale il tempo lento della visione coincide con quello della contemplazione.
Nella serie dedicata al Sasso, attraverso variazioni quasi impercettibili di luce, atmosfera e tono, uno stesso soggetto viene osservato in condizioni sempre diverse, trasformandosi in una misura sensibile del continuo mutare della natura. Analogamente, nelle vedute romane, l'architettura perde la propria monumentalità per farsi luogo della memoria, immerso in una dimensione rarefatta nella quale la presenza umana si manifesta attraverso pochi segni essenziali.
Nei Deserti il paesaggio si dissolve nella luce, il silenzio diviene materia della visione e la pittura raggiunge una sintesi estrema, capace di restituire con sorprendente essenzialità la profondità dell'esperienza percettiva.

ORIZZONTI
Marco Ferri - – Dal canto suo
Pierluigi Isola – Meridiano del silenzio
a cura di Davide Sarchioni
Con il patrocinio di: Comune di Capalbio, Fondazione Capalbio
Organizzata da: Associazione Culturale Il Frantoio
Periodo: 4 luglio– 23 agosto 2026
Inaugurazione: sabato 4 luglio, ore 19.00

INFO
Date e orari di apertura: tutti i giorni ore 19.00 – 22.30 o su appuntamento.
Chiuso il martedì.

CONTATTI
t. +39 3357504436
e-mail: ilfrantoioart@gmail.com
IG: @frantoio_arte
FB: Associazione Culturale “Il Frantoio”

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