Bologna
Bologna
Rassegne personali di daniela carletti e angelo licari
Bologna, Bologna dal 26/09/2026 fino al 08/10/2026 ( Ingresso gratuito )
Viva passione per la natura e per il paesaggio la quale, permeata da solida maestria e delicata sensibilità, conia uno stile, personale ed identitario, denso di intima spiritualità. Ed intramontabile amore per le proprie radici, cui ricongiungersi, nel metaforico raggiungimento di una rinnovata armonia. Formatasi all’Accademia d’Arte di San Nicolò, l’artista ferrarese Daniela Carletti, dopo un’iniziale produzione in terracotta e di sculture in fil di ferro e gesso, verte la propria ricerca alla natura, quale fonte e musa ispiratrice, riproducendone su tela elementi identitari, quali erbe e canne, se non incipit di una costante evoluzione che scandisce con armonia la rosa dei soggetti scelti. Da cui i visi di donna, sintesi compiuta tra estetica classica e visione interiore che valica l’immediata dicotomia stilistica a favore di un’autenticità rappresentativa, fedele al proprio sentire, che valorizza poeticamente l’icona d’eccellenza del creato. O la vastità del cielo, qui ripreso nel dittico ‘Grandi nuvole’, riflesso di un’innata, delicata sensibilità che veste il panorama inducendone ancor più la contemplazione. Partecipe alla 54ª Biennale di Venezia, il rilievo artistico di Carletti è ulteriormente attestato dalle numerose mostre sia italiane che estere cui ha preso parte - tra cui merita menzione l’attività espositiva intercorsa negli Emirati Arabi - e dalla presenza all’interno degli Annuari dell’Arte Moderna editi da Mondadori. L’amore per l’arte e per la propria terra natia, dalla cui armonica commistione fiorisce la poetica dell’ennese Angelo Licari. Colta esteticamente nella centralità rappresentativa della figura umana, ritratta con vivaci cromie e posture, che evocano la fatica della vita rurale. Formatosi accademicamente, affranca progressivamente l’iniziale approccio espressionista con una fase di sperimentazione, trascorsa in Lombardia, d’impronta metafisica, risolta nella scomposizione delle forme ed in un’analisi più introspettiva della realtà. Nel 1990, rientrato in Sicilia, conia un linguaggio pittorico personale, denso di pathos e radici culturali, i cui dettami estetici riconducono alla Transavanguardia e al Neoespressionismo. Da tale matrice, parimenti figlia di dedizione e costante ricerca, consegue un’autenticità espressiva che rivisita, in chiave cromatica e compositiva, l’approccio di Licari. Di qui, a titolo di mero esempio, l’opera ‘La ballerina’: scandita dall’impiego del nero di sfondo, metafora di profonda riflessione, su cui calde cromie e vibranti sfumature evidenziano la grazia sinuosa del corpo femminile, nella cui calviniana leggerezza cogliervi un piacevole e rinnovato equilibrio.
Ingresso libero senza prenotazione/Accessibile/Aperto anche in caso di pioggia
